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Posted by Anna Tarabba food sociale

Liberamensa: un ristorante nel carcere di Torino

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di Anna Tarabba

Lo scorso ottobre, nella città di Torino, è nato Liberamensa, ristorante inaugurato dietro le sbarre del carcere Le Vallette.

Non si tratta soltanto di un recupero di ambienti (le carceri non dovrebbero essere luoghi degradati); è soprattutto una scommessa sui detenuti, sulla possibilità reale di restituirgli o di far loro apprendere per la prima volta la cultura del lavoro, responsabilizzandoli e mettendoli a contatto con la società.

Ovvio che il lavoro intramurario (questo il termine tecnico-giuridico per indicare le attività di lavoro sorte in carcere) riveste una grande importanza per le persone occupate anche perché possono apprendere un mestiere. Coltivando competenze nuove, avranno, quindi, la possibilità di dare un nuovo indirizzo alla loro vita.

Per il momento il ristorante impegna 16 detenuti ed è aperto il venerdì e il sabato sera con prenotazione obbligatoria, per la quale si dovranno comunicare nome e cognome, ma anche luogo e data di nascita, per evidenti ragioni di sicurezza. L’ambiente, che ospita fino a 50 coperti, può dare un’impressione straniante, perché gli autori del progetto hanno voluto mantenere le caratteristiche architettoniche originali.

Tavoloni e sedie ci ricordano le mense scolastiche in cui si condivideva il pasto con i compagni, forse per rimarcare proprio l’idea di scambio e condivisione che è alla radice di quest’esperienza. Lo spazio è metafora del percorso di chi ci lavora. La clientela è mista: arriva con un semplice passaparola tra amici, ma non mancano gli avvocati e gli stessi magistrati che saranno poi chiamati a formulare le sentenze.

Per tutta la sera si è quindi consapevoli del luogo in cui ci si trova e non ci si dimentica neanche della gente che ci lavora, dagli agenti al personale del carcere.

La carta vincente è la grande cura nella scelta delle materie prime, molte a chilometro zero: alcune provengono dal panificio del carcere e dal vivaio (per esempio. le erbe aromatiche e lo zafferano) mentre per carne e verdura sono stati scelti produttori locali.

Oggi veniamo attratti dai grandi nomi della ristorazione, spesso più personaggi televisivi che cuochi, a servizio dei marchi e dei prodotti ma non sempre del sapore dei piatti. Perché si cerca di “mangiare” il nome di qualche chef famoso senza fermarsi a pensare a tutto quello che ci può star dietro? Qui, è il contrario. Per questi ristoranti e per i detenuti che ci lavorano, le stelle rimarranno solo quelle che stanno in cielo, i cappelli accessori da indossare e le forchette utensili per mangiare… E allora?

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14 thoughts on “Liberamensa: un ristorante nel carcere di Torino

  1. Daniela Barbara Persico
    Daniela Barbara Persico
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    Grazie ad Anna e a Doof per aver parlato di questa bella realtà in una maniera nitida, senza fronzoli e piena di contenuti.
    Il lavoro nell’ambito della ristorazione è complesso e può insegnare tantissimo anche al di là delle mere tecniche del suo svolgimento.
    Complimenti davvero anche per l’obiettività in cui viene scritta la non semplice atmosfera che per ovvi motivi i commensali possono incontrare.

  2. Stefania Mina
    Stefania Mina
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    Grazie per il bellissimo articolo! l’esperienza che riporta è piena di positività e di speranza. sono “buone notizie” scritte con partecipazione e con un celato invito a goderne di persona. Non vedo l’ora di andare!
    Ma dentro le parole dell’autrice si intuiscono anche il coraggio e la tenacia di quanti, educatori e detenuti, hanno scommesso su questa realtà, lottando contro l’indifferenza e il pregiudizio. Questo vale nel LlIBERAMENSA, al di là dell’immagine e dell’esito in sé, che immagino impeccabili.

  3. Silvana la spina
    Silvana la spina
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    Ma che bella iniziativa e un grazie ad Anna per averci messo a conoscenza del nuovo ristorante LIBERAMENTE!!!

  4. Raimondo
    Raimondo
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    Brava Anna, articolo equilibrato senza retorica. Descrive bene l’ambiente e le finalità del progetto e consente al lettore di immedesimarsi nella realtà della partecipazione.
    Grazie
    Cari saluti.
    Raimondo

  5. Roberto Parolisi
    Roberto Parolisi
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    Bell’articolo. Interessante iniziativa che auspico possa diffondersi ed ampliarsi. Spero poi che l’autrice ci possa “deliziare” presto con qualche altra pezzo di così pregevole fattura e piacevole da gustare.

  6. Laura Blandino
    Laura Blandino
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    Non conoscevo questa iniziativa, che sa coniugare l’attenzione alla persona umana con la passione per la buona tavola.
    Articolo gradevolissimo e utile. La freschezza comunicativa dell’autrice ha saputo trasmettere l’essenziale, e suscitare il desiderio di… mettersi a tavola!

  7. Massimo Bertola
    Massimo Bertola
    Reply

    Complimenti Anna! Recensione ben scritta! Mi ha incuriosito molto. Traspare chiaramente, al di là dei ruoli che nel carcere vengono gioco forza ricoperti dalle persone che lo frequentano, da chi è carcerato, passando per le guardie, agli avvocati sino ad arrivare ai magistrati, l’umanità delle persone, l’umano. Mi ha fatto venir voglia di prenotare! Aggiungo un grande in bocca al lupo per le prossime tue nuove attività!
    Massimo

  8. Paola Masciola
    Paola Masciola
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    Brava Anna! Ho letto il tuo bell’articolo che porta a conoscenza una realtà pregevole sotto tanti aspetti. Ho avuto modo, lo scorso martedì, di provare la bontà dei loro piatti in occasione di un catering che Liberamensa ha fornito per la festa di pensionamento di alcuni colleghi. Tutto molto curato e fatto con ottime materie prime. E allora? cara Anna è il momento di andare a provare il loro ristorante.. lo farò presto insieme agli amici.

  9. Silvia
    Silvia
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    Articolo molto gradevole alla lettura…e che scoperta!. Grazie, Anna!

  10. Linda
    Linda
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    Una ottima iniziative e un bell’articolo: molto ben scritto.

  11. Margherita
    Margherita
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    Articolo molto interessante sia per il contenuto sia per come è stato scritto! È un’esperienza da provare!! Complimenti!!!

  12. Velia
    Velia
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    Bella iniziativa … deliziosa la recenzione…
    Complimenti!

  13. Giorgio
    Giorgio
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    Grazie per aver delineato in maniera efficace e priva di retorica un’esperienza che merita certamente ampia risonanza: un’occasione di cambiamento di mentalità sia per i lavoratori del ristorante, sia per clienti e avventori. E, certamente, un’ottima cucina! Complimenti!

  14. Renzo Caligara
    Renzo Caligara
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    Un bell’articolo, che aiuta a prendere le distanze dalle manie televisive del momento e a valorizzare il mangiare insieme (bene) come mezzo non solo di socializzazione, ma anche di condivisione

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